Accesso ai servizi

Chiesa di San Martino



Un oratorio altomedievale

Chiesa di San Martino


La chiesa di S. Martino, intitolata al santo vescovo di Tours e alla Beata Maria Vergine, presenta un’architettura molto sobria ed essenziale che è il risultato di aggiunte posteriori all’impianto originale.
L’interno, orientato a nord, denota un’evidente asimmetria: l’aula absidata è affiancata a ovest da un’altra aula comunicante e dalla contigua sacrestia, mentre a est nel XIX secolo fu eretta la casa canonicale dotata di cantine.
In occasione di lavori di risanamento conservativo dell’edificio, effettuati tra aprile e luglio 2002, è stata condotta un’indagine archeologica su tutta la superficie, con l’esclusione del presbiterio, che ha permesso di precisare la cronologia delle fasi costruttive della chiesa attuale e di individuare insospettate preesistenze che rimandano ad epoca altomedievale. Sono inoltre venute in luce numerosissime tombe che documentano una lunga continuità di utilizzo dello spazio entro e intorno al più antico edificio di culto come area cimiteriale dall’VIII al XVI secolo.

La prima chiesa costruita è un piccolo oratorio ad aula unica, probabilmente terminante con abside semicircolare a oriente, risalente alla metà dell’VIII secolo, attorno al quale si sviluppò il cimitero. Una delle tombe più antiche, collocata sull’asse dell’edificio, conteneva i resti di un individuo adulto di sesso maschile che è stato datato con la tecnica del radiocarbonio (C 14) al 720-740 d.C. Si tratta di una sepoltura “privilegiata” di un personaggio che potrebbe essere identificato con il fondatore della chiesa.

Il tipo di tomba, detto alla “cappuccina”, si colloca nella tradizione funeraria di età tardo romana ed è molto diffusa in Piemonte, accanto alle più semplici tombe in piena terra. Questa tipologia connota le restanti tombe distribuite intorno all’oratorio e che probabilmente sono relative allo stesso nucleo famigliare del fondatore.

Una seconda fase del cimitero, più ampia, precede la costruzione di un muro di recinzione e successivamente di un ambiente, localizzato a sud dell’oratorio, forse destinato ad abitazione temporanea.
Il degrado delle strutture, in seguito ad un incendio, segna l’abbandono del piccolo edificio di culto, le cui rimanenti strutture servirono in parte come fondazione della chiesa successivamente ricostruita.
L’utilizzo dell’area sepolcrale è documentato fino al XVI secolo, con un elevato numero di tombe di adulti e bambini deposti in piena terra con un coppo a protezione del volto, mentre solo alcune deposizioni usano una cassa lignea. Le sepolture hanno restituito pochi oggetti relativi all’abbigliamento dei soggetti inumati, ma lo studio dei resti umani fornisce interessanti dati sulla popolazione, sull’età di morte, sulle malattie.

Non si sa a chi fosse intitolata la chiesa primitiva, ma occorre ricordare che il culto di san Martino, consacrato vescovo di Tours nel 370 e noto per la sua opera di pacificazione tra Ariani e ortodossi, inizia dal V secolo d. C. e si diffonde specialmente tra VII e IX secolo tra le popolazioni longobarde convertite e poi tra i Franchi. Ad età tardo-longobarda risale infatti la fondazione dell’oratorio, ma non si può escludere che l’attuale luogo di San Martino fosse già abitato in epoca anteriore.
Sulla chiesa di San Martino non si trovano relazioni scritte prima del 1671, momento in cui nella Visita pastorale fatta dal vescovo di Torino mons. Beggiamo, si legge che la cappella si trova nella omonima regione; la relazione ne descrive l’interno coperto a volta e l’altare in laterizio con un quadro raffigurante la Beata Vergine e i santi Martino e Grato.

SANTA MESSA FESTIVA:
Domenica ore 10:15