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Il colle del paese antico

Il colle del paese antico


Il colle di Castiglione è una punta avanzata delle colline del Monferrato che si protende al centro della valle del Po: posizione ideale per un castello da cui dominare le terre circostanti e controllare l’intera piana fin dove si spinge lo sguardo nelle giornate terse.

Attorno si estende la valle col suo Rio Maggiore lungo il quale correva una antica via romana che congiungeva la pianura fluviale torinese con la piana chierese. Tra la riva destra del Po e questa valle, nei secoli è cresciuto il paese di Castiglione che prese il nome dal vasto castello che dominava il borgo.

Intorno al 1000 a.C. popolazioni di ceppo Celtico e Ligure si spinsero su queste colline alla ricerca di nuovi pascoli per le loro greggi. Qui disboscarono i pendii, dissodarono i terreni e presto passarono dal nomadismo alla vita stanziale, dedicandosi quasi totalmente all’attività agricola. L’origine del paese come entità geografica-politica si fa risalire alla costituzione del Monferrato sancita dal Diploma del 23 marzo 967 col quale l’Imperatore Ottone I faceva donazione del territorio al Marchese Aleramo riconoscendogli il possesso sia delle terre avute come eredità paterna sia in “vigor d’acquisti” nel detto Regno d’Italia cioè nelle Diocesi di Acqui, Savona, Asti, Monferrato, Torino, Vercelli, Parma e Cremona. Nel 1164 con il decreto di Belfort Federico I detto il Barbarossa confermava il dominio di tali possedimenti al marchese Guglielmo IV del Monferrato. La cruciale posizione di Castiglione come territorio di frontiera venne ribadita in una Convenzione del 1232, nella quale il paese veniva confermato come terra di confine della Marca Monferrina. Secondo questa Convenzione, il Marchese del Monferrato, Bonifacio, si impegnava verso il Comune di Genova a “tenere sicura e mantenere in buono stato” la strada che, passando per Castagneto, San Raffaele, Gassino e Castiglione, congiungeva Asti con Torino. Nell’atto si stabiliva anche un pedaggio per carico o soma, che doveva essere non superiore a sei soldi di Genova e di Asti, mentre nulla si sarebbe preteso per muli o bestie non cariche. La dogana veniva riscossa per conto del Marchese a Castiglione in località Pedaggio. Durante il governo dei marchesi del Monferrato, il paese era inserito nel feudo di un illustre casato (estintosi all’inizio del XVII secolo) che portava il nome Castiglione. Per molti secoli il paese si identificò col colle dove sorgeva il castello, la cui prima edificazione, come fortezza risale presumibilmente all’XI secolo. Fino al XV secolo il castello fortezza ebbe una notevole importanza strategica tanto che continuò ad essere motivo di contesa fra Monferrato e Savoia. Agli inizi del XVII secolo, quando Castiglione passò definitivamente ai Savoia, Carlo Emanuele I lo distrusse.

In seguito all’estinzione dei Castiglione, Maria Cristina di Francia detta Madama Reale, nel 1642 concedeva Castiglione in feudo ai fratelli Giorgio e Giovanni Antonio Turinetti che intrapresero l’opera di ricostruzione dell’antico castello. Il nuovo non aveva più nè torri nè merli, era una villa moderna dove vi furono più volte ospitati Maria Cristina ed il figlio Carlo Emanuele II.

Con il palazzo, i Turinetti crearono un paese nuovo, laborioso e i Castiglionesi videro poco alla volta sorgere sulle loro colline numerose ville della nobiltà della Capitale Torino. Nel 1862, con Regio Decreto, Castiglione assumeva la denominazione definitiva di Castiglione Torinese. Nel 1928 il Comune di Castiglione veniva aggregato al Comune di Gassino. Il 10 luglio 1947 con la pubblicazione su La Gazzetta Ufficiale Castiglione Torinese ridiventò Comune autonomo.